Io non ci sto
Ottobre 2020
Tutti, siamo tutti dispiaciuti e rammaricati per il crollo del ponte di Romagnano, ma personalmente sono ancor più dispiaciuto e basito per le dinamiche intraprese per risolvere al problema creato da tale crollo. Certe decisione non sono dettate da un sano e lungimirante pragmatismo, ma da semplice e bieca speculazione politica.
Ancora una volta assistiamo a una decisione senza nessuno sguardo al futuro, una decisione volta a salvare l'elettorato e a salvare, almeno un po', la faccia dopo la pessima figura di una diretta sui social dove si garantiva sicurezza e stabilità del ponte crollato. Se non contiamo anime in questa disgrazia è solo per mera fortuna.
Ma la decisione parte da un ego-geo-centrismo, dove sembra che il mondo ruoti solo tra Romagnano Sesia e Gattinara. Ma la gente si sposta molto più distante e per questo, senza alcun problema usa i ponti di altri paesi. Il disagio è solo nelle sale consigliari, la comunità si è già adeguata.
Si poteva facilmente garantire la continuità territoriale tra i comuni ristabilendo un servizio ferroviario gratuito, sarebbe costato molto meno dei previsti due milioni di euro per lo scempio che si sta consumando. Ma la figura era tale da dover sparare alto e quindi si è deciso di cancellare un futuro di sostenibilità incentivando il trasporto su gomma, appropriandosi del ponte della ferrovia, smantellandolo per permettere il passaggio alle auto.
Attendo la prossima diretta sui social dove si spieghi chiaramente che questo sarà carrabile solo dalle vetture e quindi non risolverà il problema di consegna merci e il trasporto pendolare su gomma effettuato da autobus. Attendo che vengano ben illustrate le difficoltà di viabilità di accesso al manufatto che quasi sicuramente comporterà disagi al traffico creando tempi di attesa in coda probabilmente maggiori alla scelta dell'utilizzo di un ponte di un comune vicino. Spiegate ai pendolari e studenti che avete vanificato la possibilità di accedere facilmente ai mezzi su gomma sull'altra sponda, perché sentivate il dovere di ristabilire un "contatto tra i comuni. Si poteva fare, anzi si doveva fare e lo si sta facendo, ma è stato sbagliato tutto. Si è fatto il contrario di tutto quello che si poteva prospettare e che in altri paesi, ben più civilizzati del nostro, si sta già facendo da molti anni. Si sta creando un danno alla comunità, ai trasporti e alla sostenibilità, si sta cancellando quello che poteva essere un veloce e pulito corridoio che poteva collegare la Svizzera al centro del Piemonte, nel suo capoluogo.
Alea iacta est, come disse Cesare. Il dado è tratto e non si può più tornare indietro. Ma la storia ci insegna che lo stesso Cesare è stato tradito per mano del suo figliastro e la mala politica e la corruzione ha messo fine al più grande impero esistito. Il tempo saprà dirci a cosa porterà questa scelta.
Saranno contente le casalinghe "disperate" che assiduamente e aitanti seguono le dirette sulle decisioni del paese. Si è riusciti a strumentalizzare i bambini, figli delle poc'anzi citate casalinghe, facendogli disegnare il nuovo ponte. Non credo che vergogna più grossa si sia consumata da dopo la guerra.
Si è deciso per egoismo e non per la comunità. Non userò quel ponte, perché si è privato il territorio di un possibile ed innovativo progetto a lungo termine, si è deciso di non dare a quegli stessi bambini un futuro migliore, ma un paese strumentalizzato dalla politica.
Spero solo che qualcuno, con visione più lungimirante, possa salvare la parte restante del linea per permettere un traffico in futuro, inizialmente almeno turistico, tra la linea di Arona e Varallo Sesia. E se mai si avvererà ciò, non sarà per meriti di chi ha deciso quanto sopra, e non mancherò a rimarcarlo, perché con certe decisioni io non ci sto.
Luciani Francesco Pietro

Assolutamente vergognoso questo modus operandi dell’Assessorato ai Trasporti della Regione Piemonte: dopo aver sospeso l’esercizio su di un terzo della rete, tagliando sempre più collegamenti ferroviari, per sostituirli solo in maniera parziale, insufficiente ed inefficace con degli autobus, e portando avanti una politica manifestamente antiferroviaria, anziché istituire navette tra Gattinara e Romagnano Sesia o, ancora meglio, pensare a riprendere quanto prima i servizi ferroviari sull’intera tratta Arona – Santhià, un manipolo d’incapaci non trova di meglio che convertire temporaneamente il ponte ferroviario al trasporto stradale, per tacere delle necessarie opere per raggiungerlo da una e dall’altra sponda della Sesia. Un tempo, a Torino, c’era Cavour, ora Gabusi.
RispondiEliminacodivido in pieno l'analisi e le considerazioni, ma da una politica populistica, purtroppo non si può pretendere che vengano studiati progetti a lungo termine, o che abbiano potenzialmente benefici per le Amministrazioni future.
RispondiEliminaSono i politici del qui ed ora, che si fanno un selfie sorridenti per uns scelta scellerata, cofutata dal crollo nell'ora successiva.
Se il crollo fosse avvenuto anche solo dopo una settimana, sarebbero saliti in scranno per dispensare accuse a destra e nanca.
Che profonda amarezza!
Buongiorno, concordo pienamente anche io con i precedenti commenti, noi abitanti di via Lungo Sesia ci siamo anche fatti portavoce di una petizione per sollevare questo problema è il problema argini adiacenti al ponte , perché siamo convinti che è un progetto insensato , che non risolverà nessun problema ma al contrario ne genererà altri !
RispondiEliminaMaria Galantina