La catenaria - Parte 2

Buongiorno cari appassionati delle Ferrovie,
eccoci alla seconda parte del nostro tema relativo alla linea aerea di contatto, o catenaria.
Nell'articolo precedente abbiamo parlato in modo molto semplificato delle varie parti che la compongono, in questo trafiletto vedremo alcuni accorgimenti che si adottano in modo che funzioni in modo ottimale.
In stretta simbiosi con la linea aerea opera il pantografo,strumento posizionato sul tetto del locomotore atto a prendere corrente e trasmetterla al motore.
Qui vediamo una foto:
La freccia indica il cosiddetto “strisciante”, che è il “responsabile” della captazione ottimale di corrente dalla linea aerea.

Per permettere un contatto continuo ottimale, anche con elevate velocità del locomotore, occorre che il filo segua il percorso del locomotore  stesso ed abbia una distanza abbastanza uniforme rispetto al livello della rotaia; questo è tanto più importante quanto più è veloce il mezzo, dato che altrimenti le brusche variazioni di livello del filo potrebbero far staccare il pattino di presa (strisciante) ed interrompere l’ alimentazione.
Di norma quindi per i treni si adotta sovrapposto al filo "di contatto" un altro filo, detto "catenaria" (il cui nome deriva dalla omonima curva geometrica), dal quale a brevi intervalli scendono dei fili verticali, detti "pendini", che sono accuratamente previsti in lunghezza per sostenere i fili di contatto sempre alla stessa altezza (queste terminologie le abbiamo accennate nel primo articolo)
La presenza di uno o, spesso, due fili di contatto e la presenza fili di catenaria connessi permette, tra l'altro, di avere una maggiore sezione di passaggio della corrente di alimentazione che scorre nei fili (ci sono più fili che conducono la corrente).
Il tiro del filo è molto importante ed è realizzato utilizzando sistemi con pesi e carrucole che suddividono la linea in tratti piuttosto brevi, mantenendo in tensione meccanica ogni tratto e limitando così le oscillazioni, come vediamo in foto.
Tensionatori di linea (Ferrovie DB)
Il filo di contatto, in caso a presa allo strisciante del pantografo, non è mai collocato in modo perfettamente lineare con la rotaia, ma è volutamente disposto a zig-zag (leggermente spostato, ad ogni attacco, un po' da un lato e dall'altro). Tale disposizione viene detta poligonazione. Se fosse perfettamente lineare, il contatto del filo con il pattino finirebbe con l'avvenire sempre nello stesso punto, provocando una rapida usura localizzata dello strisciante stesso. Con la disposizione a zig-zag lo scorrimento si ha su tutta la superficie del pattino, riducendo il riscaldamento e l'usura. Nel disegno seguente ne vediamo un esempio in tratto rettilineo.




+
 Nel prossimo articolo, parleremo dell’altezza della linea aerea di contatto e vedremo qualche accenno del tema applicato al Modellismo ferroviario.
Ranzato Adriano - Volontario collaboratore Museo Ferroviario di Suno (NO)
  
Fonti: Wikipedia, La Bottega dei plastici (Scalatt).

Commenti

Post popolari in questo blog

La catenaria - Parte 1

Le Traverse ferroviarie di legno