Le Traverse ferroviarie di legno
Le
traverse ferroviarie di legno
Le
traverse ferroviarie sono di legno, di cemento, di ferro e come
indicato dall’ing. Corini anche di materiale misto; fondamentale
appoggio del binario, assicurandone lo scartamento e di distribuire
sul pietrisco lo sforzo trasmesso dalla rotaie, l’armamento grazie
alla traverse è incastrato ed ancorato nella massicciata.
Con
i moderni attacchi indiretti che non ammettono scorrimenti e con le
lunghe campate di saldatura, le traverse servono a tenere frenate le
rotaie evitando scorrimenti dovuti alle dilatazioni termiche e agli
sforzi unidirezionali dovuti all’avviamento e alla frenatura dei
rotabili.
Le
traverse in legno con peso che varia tra i 60kg e i 100kg sono
distinte in due specie:
specie
forti: rovere, farnia, cerro, leccio, eucaliptus, faggio,
olmo, frassino
specie
dolci: pino silano, pino silvestre, larice
Scalo
Pieve Vergonte
foto Giovannone S.
La
maggior parte di noi ricorda molto bene il caratteristico odore delle
traverse di legno, dovuto al particolare trattamento atto ad
aumentarne il periodo di vita, si evitava la putrefazione attraverso
un procedimento che sostituiva la linfa del legno con oli di catrame
o soluzioni metalliche.
Sempre
il libro dell’ing.Corini riporta i principali metodi di iniezione
delle traversine all’estero: Ruping, Rutzel, Bethell, mentre in
Italia il sistema Giussani.
I
sistemi esteri consistono nell’inserire le traverse in autoclavi,
essiccate in corrente di vapore a 115°C, poi si crea il vuoto per
eliminare dalle traverse i liquidi infine si comprime intorno alle
traverse l’olio pesante, creosoto o una soluzione di cloruro di
zinco in modo da raggiungere le cellule del legno, così da
mineralizzato.
Scalo
Marina di san Lorenzo (RC) foto
Giovannone S.
Il
metodo Giussani è basato fondamentalmente sullo stesso principio, ma
semplificato: le traverse venivano messe in un bagno di olio minerale
(pesante) a 140°C, in questo modo vaporizza l’acqua all’interno
del legno; poi in un secondo tempo immerse in olio minerale freddo
dove per condensazione del vapore rimasto nelle cellule viene
l’aspirazione dell’olio all’interno delle cellule.
La
durata di vita di una traversa naturale normalmente sui 14 anni
aumenta a circa 25 anni con un costo di produzione maggiore solo del
20% rispetto alla traversa non trattata.
Nel
libro del Mayer Impianti ferroviari edizioni CIFI, Ia e
IIa edizione il procedimento di impregnazione si fa in
autoclave a 12 atmosfere, utilizzando olio di catrame (creosoto)
prodotto altamente antisettico e insolubile in acqua.
Una
traversa non iniettata dura in opera 2 anni mentre trattata può
raggiungere i 40 anni, ogni testo riporta esempi diversi, chiaramente
dipende dalla specie di legno, dai fattori atmosferici, dal luogo
geografico etc..
Negli
anni ‘70 necessitavano per il ricambio nella rete FS circa 1800000
traverse, questo dato nella ristampa del 2016 scende a 800000 visto
l’utilizzo odierno delle traverse in cemento armato vibrato
precompresso tipo FS. Una interessante curiosità alcune traverse di
legno di Jarrah proveniente dall’Australia è ancora in opera
dopo 90 anni dalla costruzione nella metropolitana di Londra.
L’olio
di creosoto oggi è classificato pericoloso dalla normativa europea,
ma il suo impiego è ammesso in casi particolari dove l’uso delle
traverse i c.a.p. non sia possibile. Sono allo studio soluzioni
alternative quali l’impregnazione con sali organici e inorganici e
l’impiego di legnami pregiati disalburnati.
Le
traverse di legno possono assumere tre forme diverse, per distinguere
le categorie di produzione venivano marcate dai collaudatori con
contrassegni a martello dai vari significati.
Altre
fasi di lavorazione delle traverse: sono la spianatura e la
foratura, tutte le operazioni seguono le disposizioni tecniche
dell’ente Ferrovie dello Stato prima e oggi di RFI.
Veniva
utilizzato anche il chiodo millesimo di zinco conficcato nella
traversa, dove la punzonatura indicava l’anno e il cantiere di
iniezione.
I
cantieri vengono associati al numero:
1
Mestre
2
Livorno
3
Foligno
4
Roma
5
Caserta
6
Reggio di Calabria
Testa
chiodo millesimo anno 1959 – 5 Caserta foto
Giovannone S.
Particolare
della testa anno 1959 impianto Caserta Foto Giovannone S.
Bibliografia
Prontuario
dell’armamento parte prima documentazione FS
Impianti
ferroviari vol.1 Mayer CIFI edizione 1970 e ristampa 2016;
Costruzione
ed esercizio delle ferrovie vol.II Ing.Dott. Corini UTET 1930
Nel
Museo di Suno è possibile visitare la sala dedicata all’armamento
ferroviario, dove oltre alla traversa e ai chiodi ci sono altri
interessanti cimeli dedicati alla via ...a presto.
Giovannone Stefano
Vicepresidente Museo Ferroviario di Suno (NO)




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