La stazione senza locomotive
La stazione senza locomotive
Silvio Gallio
Uno dice che senza locomotive la
ferrovia si ferma… Ma nemmeno per idea!
Certo si fa un po’ fatica e i tempi
si allungano di brutto, però ci si può muovere. Guardiamo per esempio cosa
succedeva a Londra, più precisamente alla Stazione di Euston.
Per il terminal londinese della “London
and Birmingham Railway”, gli Stephenson (padre e figlio) pensano a un posto,
libero da case, vicino a Marble Arch. C’è un canale, il Regent’s Canal, che
muove le chiatte da e verso il Tamigi e di qui l’ampio mondo dell’Impero Britannico.
Però il terreno è appena fuori Hyde Park, a due passi da Belgravia, da Mayfair;
e, non so se mi spiego, da Buckingham Palace. Figuriamoci se alla nobiltà e
all’alta borghesia ottocentesca e britannica (cioè quanto di più altezzoso e
snob fosse reperibile sul mercato dell’epoca) avrebbe voluto affumicati
ferrovieri, sudati carrettieri e maleodoranti locomotive a due passi dalle
ottocentesche, nobili e altoborghesi capanne! Opzione respinta.
Si pensa, allora, a Islington, più a
est, ma anche qui un Comitato (c’è sempre un Comitato. Sempre!) si oppone. Allora gli Stephenson propongono
Maiden Lane, ancora più a est ma sempre vicino al canale. Si oppone addirittura
la Camera dei Lord. Sono quasi sicuro che quei terreni appartenessero a uno di
loro…
Alla fine, tutti si mettono d’accordo
per Camden, sempre per via del canale a due passi, per spingere poi i
viaggiatori in una stazione più a sud. A Euston, appunto.
Figura - Stazione di Euston
1837.
Però viene anche stabilito che nella
stazione di Euston potevano, si, arrivare i treni ma non ci dovevano arrivare
fumanti locomotive, generatrici di inconvenienti al microclima e soprattutto,
di deprecabili deprezzamenti fondiari.
Bel dilemma! O porti i treni col fumo
e il puzzo e il rumore in un punto decente per trasbordare, oppure non fai la
stazione. E se non fai la stazione non fai la ferrovia, e se non fai la
ferrovia non fai trasporti e se non fai trasporti non fai soldi.
Pierre Jacques Étienne, visconte
di Cambronne, il famoso generale di Napoleone, avrebbe sintetizzato
in una semplice ma intensa parola.
Figura 1
- Il famoso generale Cambronne.
Ovviamente una soluzione fu trovata.
Veniva già praticata a Liverpool dove lo scalo merci era costruito sul bordo
del mare e la stazione viaggiatori più in alto ma non troppo vicino al centro
(infatti poi ne fecero un’altra). In nessuna delle due ci arrivavano le
locomotive. Perché, ancora troppo poco potenti, non ce la facevano ad affrontare
la salita col treno agganciato. Così i movimenti in salita si effettuavano con
una fune senza fine (endless rope) che, azionata dalle macchine a vapore
fisse, trainava in alto carri e carrozze. In direzione opposta, carri e
carrozze, venivano lanciati in discesa per gravità.
Anche a Euston si giunse a quella
soluzione. I treni della “London and Birmingham Railway” sarebbero
arrivato a Camden, in alto sulla collina, trainati dalle loro belle macchine e
poi, merci e viaggiatori sarebbero stati gestiti con la fune senza fine.
Non era pensabile, d’altronde, che i
viaggiatori in partenza, che arrivavano a Euston con la Grand Road
comoda e ben tenuta, si arrampicassero fino a Camden! Allora, per la salita ci
si doveva affidare alle macchine a vapore fisse. I viaggiatori, incarrozzati a
Euston e trainati dalla fune, arrivavano a Camden a farsi agganciare alla
locomotiva. Una metodologia tollerabile
perfino oggi.
Figura 2
- Euston Incline - 1838.
Ma per la discesa?
Qui viene il bello! Le carrozze che
arrivavano a Camden dal nord venivano sganciate dalle locomotive e lanciate
sulla discesa fino a Euston. Con i viaggiatori sopra! Si, vabbè, sulle carrozze
salivano anche i Brakesmen, i frenatori. Però vorrei vedere cosa direbbe
l’ANSF…
Come si sarà ben compreso, il
funzionamento in discesa era questo:
- Il treno
arrivava a Camden, qui la detestata locomotiva, puzzolente e fumigante, veniva
sganciata e ivi trattenuta, al lodevole scopo di risparmiare disagi alla popolazione e soprattutto
al Landlord, il padrone di tutto il territorio e dei suoi abitanti.
- Le carrozze, posizionate in apposito
binario, venivano presenziate da congruo numero di Breaksmen, i
Frenatori, che dovevano garantire una velocità di discesa compatibile con
quanto necessario.
- Le carrozze venivano spinte fino a
prendere l’abbrivio sull’Euston Incline e i Breaksmen si impegnavano acché
la velocità non fosse troppo lenta, per non dover far attendere i lanci
successivi, ma nemmeno troppo veloce per non entrare sotto la tettoria di
Euston Station in maniera tanto veloce urtare in respingenti di testa. Chissà
se ci riuscivano sempre...
-I viaggiatori non dovevano nemmeno
pagare un extra per il luna park.
(Immagini tratte da Wikimedia Commons)



Commenti
Posta un commento