AV9595
11/02/2020
Un caloroso saluto a Giuseppe e Mario e un abbraccio alle famiglie.
Oggi per lavoro mi sono recato nei pressi di Piacenza, all'andata il navigatore mi ha consigliato di passare da Alessandria a causa del solito traffico insistente sulle tangenziali di Milano. Al ritorno mi suggerito il giro da Milano. Ho seguito il navigatore con un po' di inquietudine; sapevo di essere molto vicino al luogo dell'incidente. Una parte di me avrebbe voluto scrutare la cosa, l'altra si rifiutava. Sicuro che non sarei mai andato di proposito a vedere e non avrei neanche scattato una foto, lo avrei ritenuto irrispettoso nei confronti di chi in quell'incidente ci ha lasciato e delle rispettive famiglie. Passando sull'autostrada l'ho visto piuttosto bene, ero in prima corsia, era vicino, non ho rallentato ed è passato veloce, ma sembrava un fotogramma insistente e indelebile nella testa che si ricollegava alle centinaia di immagini che si sono viste in internet e ai tg. Era lì come un animale ferito in attesa di qualcuno o di qualcosa con il suo carico di dolore; straziato, rovinato e decapitato, avvolto in un silenzio surreale. Forse il silenzio è stata una reazione alla vista di un simile scenario e non una vera situazione, ma tutto intorno è passato in secondo piano. Non ho potuto non pensare a chi svolgendo il proprio lavoro ha prematuramente dato l'addio alle proprie famiglie. Non punto il dito su nulla e su nessuno, ci sono organi competenti che stanno svolgendo giuste indagini a riguardo. Non è una sconfitta, ma una falla del sistema. Da questa perdita, ci si deve rialzare con la consapevolezza che c'è ancora molto da fare per non vanificare la grave perdita che questo incidente ha comportato. Questo sacrificio sia un monito che il sistema va perfezionato e reso ancora più sicuro per mantenere ai vertici dell'eccellenza il sistema ferroviario nazionale che da sempre si è distinto per gli alti standard di sicurezza raggiunti.
Bisogna voltare pagine senza mai dimenticare la precedente.
I nostri errori siano i nostri insegnanti.
Un caloroso saluto a Giuseppe e Mario e un abbraccio alle famiglie.
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